L’entrata in vigore della normativa MiFID  (Market in Financial Istrumets Directive) ha rappresentato un importante cambiamento al livello comunitario, volto alla costituzione di un mercato finanziario europeo integrato. 

Fra gli altri, uno degli obiettivi dichiarati dalla direttiva in parola, è quello di migliorare la protezione degli investitori e, in particolare, di quelli dotati di minore conoscenza ed esperienza dei mercati e degli strumenti finanziari. Secondo la MIFID (Market in Financial Istrumets Directive) gli investitori non sono tutti uguali e la loro suddivisione in classi determina diversi livelli di protezione e regole di condotta a cui devono attenersi gli intermediari.

La nuova direttiva europea sui servizi d’investimento, ha suddiviso la clientela su tre livelli: clienti al dettaglio (retail), clienti professionali e controparti qualificate. La nuova classificazione della legislazione comunitaria traccia in funzione della attribuzione di cliente una specifica forma di protezione.

Ma tale identificazione in classi non è immutabile e rigida, ma può essere, dietro richiesta e rispettando precise regole, oggetto di variazione.

I clienti al dettaglio (retail) rappresentano la base della classificazione degli investitori e deve essere la classe maggiormente tutelata in quanto non sono in possesso dell’esperienza, delle conoscenze e delle competenze proprie dei clienti professionali e delle controparti qualificate. I modelli di protezione nei confronti dei clienti al dettaglio trovano centralità nell'obbligo da parte degli intermediari di fornire ai clienti informazioni utili, anche in formato standardizzato, affinché possano gli stessi investitori capire la natura dei servizi di investimento e il tipo specifico di strumenti finanziari e i rischi ad essi correlati, con il fine ultimo di effettuare scelte consapevoli.

I clienti professionali invece sono quelli che si ritiene posseggano l’esperienza, le conoscenze e le competenze, necessarie per effettuare autonomamente e consapevolmente le decisioni in materia di investimenti dopo un’attenta valutazione dei rischi. I clienti professionali necessitano quindi di un livello di protezione più basso rispetto a quelli retail. I clienti professionali a loro volta si dividono in clienti professionali di diritto e clienti professionali su richiesta.

La classificazione della clientela avviene attraverso la compilazione del modulo denominato“Intervista al Cliente” (di seguito “Intervista”) che, oltre all'assegnazione della categoria appropriata, raccoglie le informazioni per individuare il profilo di rischio del cliente al fine della prestazione dei servizi di investimento regolati dal TUF, così come indicato nelle “Politiche d'indirizzo in materia di profilatura della clientela ai fini MIFID”.

Il modulo Intervista viene utilizzato per tutte le tipologie di clientela, ricorrendo alla versione del questionario appositamente predisposta. Il suddetto modulo si compone di diverse sezioni:

  • Una prima parte attiene alla classificazione (persone fisiche/giuridiche e/o parametri ambito di attività e parametri di bilancio)
  • La seconda si riferisce all'intervista in senso stretto (informazioni relative a conoscenza/esperienza,situazione finanziaria, obiettivi di investimento, propensione al rischio e orizzonte temporale)
  • La terza riporta il risultato dell’intervista e la quarta le note per l’investitore (tutele previste perle differenti classi, finalità delle informazioni raccolte, durata del questionario).
Hai trovato la risposta?