L'investimento in strumenti finanziari di aziende private presenta caratteristiche particolari e rischi economici più elevati rispetto agli investimenti tradizionali, con adeguati ritorni in proporzione. Vanno considerati come investimenti a medio-lungo termine e liquidarli non è semplice. Prima di procedere con un investimento in questa tipologia di asset è bene considerare questi elementi.

1) Il rischio di perdita del capitale

Acquistando "titoli di capitale" si diventa soci dell'azienda e si partecipa quindi per intero al rischio economico che caratterizza tutte le iniziative imprenditoriali.
Poiché si tratta di società neo costituite operanti in settori innovativi, il rischio che il progetto imprenditoriale non vada a buon fine è ancora maggiore rispetto a quello delle società già da tempo operanti in un determinato settore, il che, ovviamente, incide anche sul rischio per gli investitori di perdere l'intero capitale investito.

2) Il rischio di illiquidità

La liquidità di uno strumento finanziario consiste in generale nella sua capacità a trasformarsi prontamente in moneta senza perdita di valore. Essa dipende in primo luogo dall'esistenza di un mercato in cui il titolo può essere trattato e dalle caratteristiche di questo mercato.

In generale, a parità di altre condizioni, i titoli negoziati sui "mercati organizzati" sono più liquidi dei titoli non trattati su detti mercati. Ciò accade perché la domanda e l'offerta di titoli vengono convogliate in gran parte sui mercati organizzati e, quindi, i prezzi rilevati in quel contesto sono ritenuti indicatori più affidabili dell'effettivo valore degli strumenti finanziari.

Quando invece gli strumenti finanziari non sono negoziati in mercati organizzati può risultare difficoltoso o impossibile liquidarli o comprenderne il valore effettivo: questi strumenti finanziari sono più "illiquidi" (è più difficile venderli in tempi rapidi e a un prezzo che rispecchi effettivamente il loro valore).

Gli strumenti finanziari emessi da aziende private che possono essere sottoscritti tramite i portali di equity crowdfunding appartengono alla seconda categoria. Pertanto, chi compra tali strumenti deve essere consapevole del fatto che, accanto al rischio di perdita dell'intero capitale investito, vi è anche il rischio di "illiquidità".

3) Diversificazione: una regola fondamentale per controllare il rischio

Con riferimento all'intero portafoglio, è sempre una saggia regola quella di adottare una diversificazione degli investimenti: in considerazione della sua elevata rischiosità l'investimento nel capitale di aziende private dovrebbe rappresentare una percentuale (molto) limitata del portafoglio complessivamente investito anche in attività più tradizionali (titoli di Stato, obbligazioni, azioni, quote di fondi comuni, prodotti finanziari assicurativi, depositi etc.).

Conclusioni

La diffusione dell'utilizzo di internet per le transazioni commerciali ha aumentato il rischio di incappare in iniziative illecite, quindi se ricevi una proposta di investimento via e-mail, o se vuoi aderire ad un'offerta per sottoscrivere o acquistare prodotti finanziari su un sito internet, è bene fare qualche verifica in più, ad esempio:

  • controlla che il soggetto che propone l'investimento sia chiaramente identificabile
  • verificare che gli indirizzi forniti (telefono, fax e sede del soggetto) corrispondano effettivamente a quelli del soggetto
  • verificare sempre direttamente presso la Consob che il gestore del portale sia iscritto al registro (come 200Crowd.com - The Ing Project) dei gestori di portali tenuto dalla Consob
  • verificare che l'indirizzo internet del portale cui si è connessi coincida con quello indicato nel registro dei gestori di portale presente sul sito della Consob
  • ricordare infine che la raccolta di capitali promossa tramite portali di crowdfunding iscritti nella sezione ordinaria del registro tenuto dalla Consob si perfeziona sempre tramite banche o imprese di investimento (SIM). il gestore iscritto nel registro dei portali non può richiedere al cliente di versare a suo favore le somme necessarie per la sottoscrizione degli strumenti finanziari. Queste dovranno essere versate solo in un conto indisponibile intestato all'emittente acceso presso la Banca o la SIM (controllare inoltre che l'IBAN sia quello riportato nel documento informativo).

Infine, se avete dei dubbi, rivolgetevi alla Consob, anche per eventuali segnalazioni di attività che non appaiono del tutto "lecite".

Adesso non ti resta che documentarti sulle singole aziende, scaricando l'investor kit e leggendo i documenti per poter scegliere l'investimento più adeguato al tuo profilo di rischio

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